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ORGANIZZAZIONE QUOTIDIANA

Per l'equipe educativa di Comunità definire il quadro della routine quotidiana, considerando i bisogni dei singoli e del gruppo, delle risorse e dell'organizzazione, significa affrontare lo sforzo di come costruire uno spazio di vita significativo che personalizza senza isolare i minori, che fa vivere la Comunità di una vita propria e nel contempo interconnessa ed aperta al rapporto con le risorse offerte dal territorio: scuola, lavoro, associazionismo giovanile, parrocchia, sport, divertimento etc.
L'intelaiatura di base della giornata e della settimana, nonché l'organizzazione di attività strutturate, non sono da considerarsi un puro ausilio al lavoro educativo o un facilitatore della vita organizzata, ma parte integrante dell'intervento.

L'organizzazione e la routine quotidiana, infatti, danno sicurezza al minore.

La comunità Marcellino, avvalendosi di un'equipe di operatori esperti in progetti socio-educativi offre un'ospitalità qualificata coadiuvata da un responsabile supervisore. I progetti individualizzati vengono elaborati a seguito di un'attenta e poliedrica osservazione iniziale di circa un mese e costantemente monitorati nel corso della permanenza del minore per permettergli di perseguire gli obiettivi proposti condividendoli sia con l'equipe educativa nei settimanali incontri di sintesi sia con incontri programmati di rete con i Servizi Sociali.

Un aspetto fondamentale per poter lavorare sul minore è la stesura del P.E.I. griglia fondante del lavoro psico-educativo; una volta definita la diagnosi educativa e dato un giudizio sulla possibilità di occuparsi del minore è di esclusiva competenza dell'equipe educativa passare alla fase vera e propria di “presa in carico”, previa condivisione con il servizio sociale inviante.

L'elaborazione del P.E.I. prevede l'utilizzo delle informazioni raccolte sviluppando una strategia di azione, per il raggiungimento di determinati obiettivi, che orienti l'operatività quotidiana. Il progetto educativo individualizzato mira ad evidenziare i punti di forza e di fragilità della personalità del minore, come esito della propria storia familiare e personale al fine di attuare i più adeguati strumenti di intervento e sostegno per uno sviluppo psico-fisico armonico.

In particolare il P.E.I. realizzato insieme agli operatori ed al Servizio territoriale tenderà a:
• definire gli interventi da attuare e le esperienze da far vivere al minore
• individuare gli interventi per poter lavorare sul contesto familiare ed ambientale in vista, quando possibile, del suo possibile rientro
• indicare le fasi, le prospettive ed i tempi per l'eventuale reinserimento del minore in famiglia oppure trovare altre soluzioni (affido, adozione, autonomia)
• precisare la divisione dei compiti per l'implementazione del progetto tra gli operatori professionali coinvolti

Gli educatori della comunità monitorano periodicamente il raggiungimento degli obiettivi previsti dal P.E.I. e se necessario lo ridefiniscono in itinere. La verifica è necessaria sia per quel che concerne la situazione del minore all'interno della Comunità ed in riferimento alla sua famiglia d'origine, sia sul versante dei rapporti con gli altri interlocutori istituzionali (Consultorio, Tutela Minori, Servizio Sociale, Tribunale per i Minorenni).